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Gaiole in Chianti e i suoi castelli PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Aprile 2009 13:22

Gaiole in Chianti nel cuore del "Chianti Classico" è meta di turismo eno-gastronomico, ma sin da tempi antichi fu luogo di incontri e mercati; tanto che nel 1300, quando Firenze creò le Leghe per organizzare i territori soggetti, Gaiole divenne capoluogo di "terziere" della "Lega del Chianti" con Castellina e Radda; la "Lega" durò con i Medici e poi con i Lorena, fino al 1776.vertine

Per quasi 400 anni Gaiole, essendo terra di confine fra Firenze e Siena, si trovò in mezzo a battaglie e saccheggi, fino alla definitiva sottomissione di Siena nel 1555. Per questo motivo Gaiole è circondata da piccoli e incantevoli borghi-castello che fungevano da complesso difensivo e di avvistamento:


Barbischio, piccolissimo borgo, grazie alla sua posizione elevata ed alla alta torre fungeva da punto di vedetta tanto che una scorribanda senese nel 1230 ne danneggiò gravemente le fortificazioni. In seguito divenne possedimento dei Ricasoli, nel 1478 fu presa dall'esercito Aragonese. Negli anni '70 è stata ricostrutita la torre, trasformata in abitazione privata, dalla quale si gode un panorama mozzafiato. Da segnalare a Barbischio l'Osteria il papavero che offre cucina toscana e ospita l'esposizione permanente del pittore Franco Innocenti.

Vertine è uno incantevole borgo circondato da mura che sorge intorno al castello. Anch'esso appartenne ai Ricasoli, commissari Fiorentini della zona. Evitando distruzioni e saccheggi il borgo si è conservato intatto attraverso i secoli salvo minori ampliamenti cinquecenteschi delle fortificazioni. Le mura e il torrione sono tra i meglio conservati della zona.

Il castello di Montegrossi, oggi diroccato, posto a circa 700 metri di altezza, domina il valico al confine fra i territori del Chianti e del Valdarno Superiore. Nei pressi si trova la Badia a Coltibuono, monastero fondato nel 1051. Nel XV secolo l'abbazia del "Buon Raccolto" si sviluppò con il patronato di Lorenzo de'Medici per poi essere trasformata in villa-fattoria. Il giardino della Badia, restaurato radicalmente negli ultimi decenni, segue lo schema dell'antico hortus conclusus, con geometrie di siepi di bosso che separano piante aromatiche e officinali. Al centro si trova una vasca in pietra serena, all'esterno pergolati di vite ed uno splendido cedro del Libano di 20 mt., censito nell'elenco delle piante monumentali della Toscana. Tutto intorno infine boschi di abete bianco piantati dai monaci e poi rinfoltiti nell'Ottocento.

Gli stessi i monaci vallombrosani della Badia a Coltibuono nel XI° secolo fondarono il Castello di Meleto . Il primo feudatario del castello fu Guardellotto ma successivamente l'imperatore Federico I Barbarossa diede Meleto alla famiglia dei Firidolfi da cui originarono i Ricasoli Fibindacci che dominarono questi luoghi del Chianti. Nel 1700 le difese del castello furono in parte distrutte e fu trasformato in villa. I suoi interni con sale decorate e affrescate e un particolare teatrino del 1742 provvisto tuttora delle sue sette scenografie originali, risalgono a quel periodo. Meleto oggi è una azienda vinicola.

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Ultimo aggiornamento Domenica 07 Giugno 2009 17:37