Parole in cucina
Dieta Mediterranea patrimonio UNESCO PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio   
Domenica 21 Novembre 2010 16:41
La dieta mediterranea è patrimonio Unesco
La Dieta Mediterranea è entrata nel patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. L'ok è arrivato questo pomeriggio da parte del comitato intergovernativo dell'Unesco riunito a Nairobi. E' il terzo elemento del nostro Paese presente nell'ambito elenco. Deciso anche l'ingresso nella lista della cucina francese
Champagne, Bordeaux, escargot, foie gras, baguette? Non solo. Se i francesi esultano perché la loro gastronomia è entrata nel patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, anche i popoli affacciati sul Mare Nostrum hanno di che festeggiare: entra di diritto nel novero dei tesori non tangibili, quelle antiche tradizioni che spesso non hanno una codificazione "scritta" ma sono tramandate oralmente nel corso delle generazioni, la Dieta Mediterranea.
L'ok è arrivato questo pomeriggio da parte del comitato intergovernativo dell'Unesco riunito a Nairobi. Lo ha confermato Pier Luigi Petrillo, responsabile della delegazione del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
La candidatura della Dieta Mediterranea, già presentata 4 anni fa da Italia, Spagna, Grecia e Marocco, era stata inizialmente bocciata in quanto per l'Unesco non erano soddisfatti i requisiti previsti dalla Convenzione del 2003 sul Patrimonio Immateriale dell'Umanità, per cui i 4 paesi decisero di ritirarla. Nel maggio 2009, la candidatura è stata ripresentata, con il nostro Paese a far da coordinatore del gruppo di lavoro internazionale, che ha riscritto il dossier di candidatura e sottolineato il valore culturale della Dieta Mediterranea.
Ad agosto 2010 era giunta una prima valutazione positiva da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, con cui era stata accertata la conformità della nuova candidatura con i requisiti previsti.
Ora la dieta che il mondo ci invidia (pomodoro, olio, carboidrati come pasta e pane, e pesce azzurro i fiori all’o cchiello) rappresenta il terzo elemento italiano presente, insieme all'Opera dei pupi siciliani e al Canto a tenore sardo. La Dieta Mediterranea è la prima pratica alimentare tradizionale al mondo ad essere iscritta nell’ambita Lista. Che, istituita dalla Convenzione Unesco del 2003, conta 166 elementi iscritti da 132 Paesi diversi, tra cui  – tanto per fare
alcuni esempi – il Kutiyattam (teatro sanscrito) indiano, l’intaglio delle croci di legno in Lituania, i Canti hudhud degli Ifugao nelle Filippine, il tango argentino, il capodanno islamico e la calligrafia cinese.
Il gruppo di lavoro del Ministero sta ora lavorando, per il prossimo anno, alle candidature de ''L'arte della pizza napoletana'' e ''La coltivazione ad alberello dello Zibibbo di Pantelleria''.
"Una vittoria della qualità, della tradizione, della salubrità e della tipicità dell'agricoltura e dell'agroalimentare made in Italy" ha commentato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi. "E' stato premiato il lavoro di generazioni di agricoltori che si sono sacrificati per dare prodotti che oggi rappresentano un bene prezioso che va tutelato e valorizzato. Quindi, appare quanto mai opportuna la sua piena valorizzazione a livello mondiale, visti anche i continui e qualificati riconoscimenti scientifici e medici per le sue caratteristiche nutritive e salutistiche".
Inoltre, dicono dalla Cia, è un premio per tutto il mondo agricolo europeo, il cui 40 per cento del valore è rappresentato da produzioni che caratterizzano questa particolare alimentazione. La decisione dell'Unesco rimette al centro dell'attenzione le tradizioni alimentari del Mediterraneo, che trovano la loro massima espressione nella dieta che lega il suo nome al nostro mare. Dove da millenni si coltivano quei prodotti, quali cereali, ulivo, vite, frutta e ortaggi, da cui la cultura dell'uomo ha saputo ricavare gli alimenti alla base della dieta mediterranea e che ora come allora possono contribuire in maniera rilevante al bene collettivo.
(Espresso 16 novembre 2010)
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Chile Guajillo PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio   
Giovedì 15 Luglio 2010 13:27

chile guajilloIl chile Guajillo è una varietà di peperoncino messicano.

Si usa secco, è lungo circa 15 cm, sottile e di colore rosso tenue. E' poco piccante ed ha un delicato sapore di the e di frutti.

Si usa nella cucina messicana soprattutto per le salse

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Chile Ancho PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio   
Giovedì 15 Luglio 2010 13:16
chile ancho

Il chile Ancho (che vuol dire peperoncino largo) è il chile Poblano (varità di peperoncino messicano) seccato al sole.

E lungo 10-15 cm e di colore marrone-rosso bruno.

Viene utilizzato in moltissime ricette della cucina messicana.

 

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Valtellina Casera DOP PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio   
Giovedì 15 Luglio 2010 08:28

formaggio valtellina casera dopIl formaggio Valtellina Casera DOP è un formaggio a pasta semidura di latte vaccino crudo, semigrasso a pasta semicotta. Viene considerato la "variante di fondovalle del bitto". E' prodotto con latte di due o più mungiture, parzialmente scremato proveniente dagli allevamenti della provincia di Sondrio. Le vacche vengono alimentate con essenze spontanee ed erbai, eventualmente affienati dell'area di produzione. La cagliata si ottiene con caglio di vitello intorno ai 36°C; dopo la rottura a grano di mais avviene la cottura a circa 40° - 45°C. Dopo una sosta sotto siero viene messo nelle tradizionali fascere e pressata. Il Valtellina Casera ha forma cilindrica, regolare, superfici piane di circa 40 cm di diametro e 10 cm di scalzo con un peso di circa 10 kg. Ha crosta sottile e consistente, pasta morbida con occhiatura fine e diffusa, di colore dal bianco al giallo paglierino.Viene stagionato per un minimo di 70 giorni nelle tradizionali "Casere". Fin dal secolo XVI veniva prodotto nella valle in latterie sociali o turnarie, dove gli allevatori univano il latte per una lavorazione collettiva.

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Chile Pasilla PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio   
Giovedì 15 Luglio 2010 07:39
chile pasilla

Il chile pasilla (noto anche come chile negro o chile chilaca) è una varietà messicana di peperoncino.

Lungo circa 15 cm e largo circa 3 cm, si trova secco, di colore rosso bruno.

Mediamente piccante ha sapore intenso e con aroma di affumicato.

 

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