Filiera Corta a Empoli PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 30 Settembre 2009 12:59

EMPOLI. La filiera corta diventa realtà. Da giovedì i cittadini del Circondario potranno acquistare 16 tipologie di prodotti tipici delle aziende agricole dell'Empolese-Valdelsa (dal vino all'olio, dalle confetture alle conserve) anche in bar, ristoranti e negozi alimentari ad un prezzo netto scontato del 30%. Un grande vantaggio per i clienti, che non dovranno più andare in giro per le campagne alla ricerca di prodotti di nicchia.

Si tratta di un progetto promosso dal Circondario (che ha partecipato con un investimento di 12mila euro), finanziato dalla Regione per 48mila euro e attuato dall'Agenzia per lo sviluppo dell'Empolese-Valdelsa, che ha curato i contatti con le aziende produttrici e gli esercizi commerciali. L'obiettivo della filiera corta è rilanciare tipicità e identità del territorio. E favorire così un contatto sempre più stretto tra produttori e consumatori.

Al momento hanno aderito 26 aziende sulle 150 del Circondario (ma l'adesione è ancora aperta e potrà anche essere ratificata nelle prossime settimane) e 30 esercizi commerciali situati negli undici comuni della nostra area. I prodotti che saranno venduti sono quelli a lunga conservazione, anche se in futuro potrebbero anche essere ratificati nuovi accordi per permettere la vendita di prodotti freschi.

Per garantire il rispetto del patto, produttori ed esercenti hanno sottoscritto un protocollo disciplinare che detta alcune regole, che prevedono, tra l'altro, l'obbligo di praticare uno sconto del 30% da parte delle aziende agricole nei confronti degli esercizi commerciali. Il prezzo di vendita nei negozi, poi, dovrà essere esattamente uguale a quello praticato nella vendita diretta dalle aziende agricole. Sono stati depositati i listini dei prezzi e periodicamente verranno effettuati controlli dal Circondario, affinché sia rispettato il patto. Il progetto prevede anche una copertura parziale delle spese di trasporto dalle aziende produttrici ai rivenditori.

«A tutti coloro che hanno aderito alla filiera corta - spiega Tiziano Cini, direttore dell'Agenzia per lo sviluppo - verranno distribuiti degli espositori in legno, all'interno dei quali saranno esposti i prodotti tipici delle nostre campagne, che saranno venduti. Questo avverrà per tutte le tipologie di esercizi commerciali che hanno aderito al progetto, come negozi alimentari, negozi di prodotti tipici, bar e ristoranti».

Si tratta di una grande quantità di prodotti che non si trovano in vendita nella grande distribuzione. «Con questo progetto di filiera corta - conclude Cini - si vuole trovare un punto d'incontro tra i bisogni di qualità dei consumatori e la necessità di valorizzare e migliorare lavoro e reddito aziendale dei produttori, portando il prodotto dal campo direttamente alla tavola. Si tratta di un modo per ridurre la speculazione che si interpone tra i prezzi molto bassi all'origine e il prezzo finale, che è gonfiato da molti fattori propri della filiera lunga, su cui il produttore e il consumatore non hanno nessun controllo diretto».

Fonte: Il Tirreno

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