Telline e calameretti addio PDF Stampa E-mail
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Scritto da Flavio   
Domenica 30 Maggio 2010 18:26

Entra in vigore il Regolamento Mediterraneo dettato dalla Commissione europea. Riviste le dimensioni degli animali da catturare e le distanze dalla costa. A rischio anche vongole, calamaretti, bianchetti e frittura di paranza. La protesta dei ristoratori veneti. Il ministro Galan: l'Italia ha chiesto una deroga.

ROMA - Gli italiani si preparino a dire addio ad alcune prelibatezze che dal mare finiscono nel piatto, soprattutto d'estate. Ovvero seppie, calamaretti e telline, rossetti, bianchetti e latterini, frittura di paranza. Da martedì 1 giugno entra in vigore il Regolamento Mediterraneo: la Commissione europea detta nuove regole per la pesca, con maglie più larghe che rendono impossibile, ad esempio, la cattura dei calamaretti e dei rossetti essendo molto piccoli, e nuove distanze dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, come telline e cannolicchi che vivono e si riproducono a pochi metri dalla costa. Alimenti che godono di una solida tradizione gastronomica italiana ma che si scontrano con l'obiettivo dichiarato dell'Ue di tutelare le specie a rischio e il nutrimento dei pesci adulti, imponendo quindi limiti a metodi e confini dei territori di pesca.
Il Regolamento Mediterraneo è penalizzante soprattutto per l'Italia, Paese della piccola pesca a cui si dedica il 5% della flotta. Ora bisogna affrontare una nuova realtà che, a detta delle associazioni di categoria a partire dall'Agci Agrital, deve essere governata, dopo aver giocato a Bruxelles senza successo la carta di deroghe e proroghe. E se non sono mancate le proteste, come quella dell'associazione Marinerie d'Italia davanti al ministero delle Politiche agricole a Roma, ora si pensa ai Piani di gestione da presentare all'Ue, ovvero a deroghe per maglie e distanze dalla costa che permetterebbero la cattura delle specie messe a rischio dalle nuove disposizioni; ma anche a misure economiche in grado di alleviare i pescatori penalizzati.
A questo proposito c'è qualche novità per vongole e cannolicchi: una circolare ministeriale infatti, rende noto la Federcoopesca, informa che è in via di perfezionamento la procedura per una deroga. Un rinvio possibile anche per le telline perché, secondo la Lega Pesca, la Commissione europea potrebbe escludere dal Regolamento il divieto dei rastrelli da natante, visto che si tratta di attrezzi non trainati.
E se Carlo Petrini, enoghastronomo e fondatore di Slow Food, plaude alle normative ("da anni - dice - con Slow Fish sosteniamo progetti di pesca responsabile e invitiamo il consumatore a dire 'no' a pesci a rischio di estinzione"), da Venezia si leva il grido di dolore di chi della seppia ha fatto un elemento imprescindibile del proprio successo. Arrigo Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar, parla "a nome di tutti gli abitanti della laguna veneta": la sua preoccupazione maggiore è per la seppia, "elemento fondamentale della cucina veneta che non possono portarci via". Il patron dell'Harry's (il locale è stato dichiarato nel 2001 dal ministero della Cultura "punto di riferimento nazionale per la sua testimonianza agli eventi di un secolo") elenca i capolavori della cucina locale: risotto di seppie, seppie con la polenta, seppioline, insalata di seppie. "Ma chi fa andare avanti la Ue? Sono tutti esperti senza esserlo - attacca Cipriani - io credo ci sia di mezzo qualche interesse, sicuramente c'è qualche protezione per qualcuno a scapito di altri. E noi chi abbiamo che ci difende all'Agricoltura? Galan? Se sono questi i primi passi di Galan siamo rovinati. Mi appello al Galan pescatore, anche se lui va a tonni con l'amo...".
E il ministro per le Politiche agricole e la pesca risponde: l'Italia ha già chiesto una deroga al Regolamento ed è in attesa di una risposta da parte della Commissione europea. "Concordo con le scelte dell'Ue - osserva Galan - in difesa di un principio che deve diventare proprio dei pescatori italiani, quello della gestione del patrimonio ittico: il mare è un bene da tutelare nella sua biodiversità".
(La Repubblica, 29 maggio 2010)

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