| In difesa del mais nativo in Messico |
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| Scritto da redazione keBuono | |||
| Domenica 22 Novembre 2009 00:53 | |||
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Carlo Petrini in una lettera indirizzata ai membri di slow food, ai contadini , al popolo ed al governo messicani, richiama fortemente l'attenzione sul tema del mais geneticamente modificato in Messico, culla da millenni della coltivazione di questo cereale. La biodiversità alimentare messicana è oggi a rischio a causa della recente approvazione della cosidetta Legge-Monsanto che permette alle multinazionali la coltivazione di mais gm nel paese. Petrini chiede la collaborazione di tutti per la difesa della biodiversità alimentare in Messico, patrimonio generosamente donato al mondo dai suoi popoli indigeni. Scarica qui la lettera di Petrini Riportiamo anche la dichiarazione sullo stesso tema firmata da diverse ong che formano la Rete di Difesa del Mais Nativo: RETE DI DIFESA DEL MAIS NATIVO il Messico è il centro di origine e di diversificazione del mais. Nel paese esistono oltre 59 specie riconosciute e migliaia di varietà: esse saranno inevitabilmente contaminate. Il tesoro genetico del mais, coltura tra le più importanti da cui dipende lʼalimentazione umana e animale del pianeta, è stato creato e protetto dalle popolazioni indigene e contadine. Il mais è lʼalimento base della popolazione messicana. Nessuno studio scientifico ha mai valutato gli effetti provocati dal mais gm, se consumato quotidianamente e in dosi elevate, come accade in Messico. Studi scientifici hanno dimostrano, al contrario, che gli Ogm, consumati in dosi molto minori, provocano danni e allergie negli uomini e negli animali. Le varietà di mais gm che ci si accinge a coltivare nel paese non risolvono il problema dellʼagricoltura messicana: esse costano di più perché il costo delle sementi e della licenza è maggiore; non aumentano la resa perché producono quanto le piante convenzionali o meno, se non laddove si registra una forte incidenza di agenti infestanti, fatto non comune in Messico; comportano un uso maggiore di pesticidi perché emettono costantemente la tossina Bt e generano resistenza e parassiti secondari che devono essere debellati con altri pesticidi. Gli Ogm danneggeranno la biodiversità e lʼambiente. Poiché il Messico è contraddistinto da unʼenorme biodiversità, nessuno studio realizzato in condizioni ambientali diverse è applicabile al paese, perché le variabili e le interconnessioni aumentano in modo esponenziale. Poiché il mais è una coltura a impollinazione aperta, la contaminazione da Ogm non può essere evitata se la semina avviene in campo aperto. La contaminazione si verifica, inoltre, nei magazzini, durante il trasporto e nelle industrie. Gli Ogm non servono allʼagricoltura contadina e biologica, ma contamineranno inevitabilmente le varietà native e creole del mais e minacceranno, per giunta, la produzione biologica, che perderà la propria nicchia di mercato. Tutti i semi gm sono brevettati e controllati dalle multinazionali (Monsanto, Syngenta, DuPont, Dow, Bayer, Basf): essi rendono i contadini completamente dipendenti dalle società produttrici e criminalizzano le vittime della contaminazione. I popoli originari del Messico hanno creato il mais e sono stati guardiani e creatori della diversità di varietà che esiste attualmente. Dallʼintegrità dei lori diritti, dipende la sovranità alimentare e la conservazione di tale diversità. La contaminazione da Ogm è, pertanto, una ferita inferta allʼidentità dei popoli mesoamericani e un attentato contro 10.000 anni di agricoltura. La semina del mais gm è un attacco frontale ai popoli originari e contadini e una violazione dei loro diritti. Per i popoli che formano il Messico il mais non è una merce, ma lʼorigine di una civiltà e la base su cui poggiano lʼesistenza e le economie contadine. Dichiarano responsabili della perdita e dei danni causati al mais messicano le multinazionali produttrici di sementi gm, il potere legislativo che ha approvato una Legge di Biosicurezza e Organismi Geneticamente Modificati (cosiddetta “Legge Monsanto”) favorevole alle imprese, e il governo, i ministeri Agricoltura e Ambiente e la Cibiogem per aver eliminato qualsiasi regime di protezione del mais con le proprie misure finali. Per tutte queste ragioni:
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