L'origine del pecorino toscano risale agli etruschi e in epoca romana Plinio il Vecchio descrive come i Luni (popolazione che viveva nell'odierna Lunigiana, tra Liguria e Toscana) preparassero il cacio "marzolino". E tale cacio marzolino rimase per secoli uno dei formaggi più noti e apprezzati. Una storia millenaria dunque, la cui produzione presenta moltissime varianti locali (Pienza, Cortona, Pietrasanta, Maremma, Casentino, Valdichiana, Chianti, Crete senesi, di fossa... solo per nominarne alcune): ogni paese ha il suo cacio che ritiene superiore agli altri.
Parlare di DOP allora non è facile, infatti per rappresentare la varietà delle produzioni si è dovuto mantenere nel disciplinare una certa genericità (il territorio del pecorino toscano dop include anche parti di Lazio e Umbria, ad esempio) e così capita che non sempre le produzioni DOP siano di elevata qualità oppure che produttori di ottimi pecorini toscani non richiedano la DOP.
In ogni caso il pecorino toscano dop è un formaggio a pasta molle o semidura, grasso o semigrasso, prodotto con latte intero di pecora. L'alimentazione delle pecore deve essere prevalentemente a base di foraggio fresco o fieno locali. Il latte deve essere coagulato tra i 33 ei 38°C con caglio di vitello. la rottura della cagliata deve essere alle dimensioni dalla nocciola al chicco di mais. Il pecorino deve maturare per almeno 20 giorni (quello a pasta molle) o 4 mesi (quello a pasta semi-dura) a 5-12 °C a 75-90% di umidità. A parte questi punti fermi nel disciplinare tante variabili: il latte può essere crudo, o termizzato o pastorizzato, si possono aggiungere fermenti lattici, si può o no effettuare la cottura (intorno ai 41°C per 15 min), si può pressare oppure stufare, si può salare direttamente o in salamoia, si può o no applicare trattamenti esterni, le forme possono variare da 0,75 a 3,5 kg.
Vi sono circa 1.000 aziende agricole che conferiscono il latte a 16 caseifici con prodotto certificato come pecorino DOP, per un giro d'affari di circa 30 milioni di euro.
Valori Nutrizionali (molto variabili) del Pecorino