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Tags >> tradizione
lug 15
2010

Latterie turnarie

Inserito da Flavio in tradizione

Flavio

 

Le latterie turnarie sono una forma di cooperazione molto antica tra piccoli allevatori, le prime risalgono al secolo XVI ma fiorirono sopratutto a partire  secolo XIX.

In pratica le famiglie di piccoli allevatori portavano il proprio latte ogni giorno alla latteria dove a turno producevano il formaggio. I formaggi ottenuti venivano poi ridistribuiti tra le famiglie in modo proporzionale alla quantità di latte conferita da ciascuno.

In altri casi il casaro era sempre lo stesso, ma ogni "casarada" (la produzione di una giornata) veniva assegnata a turno alle famiglie in base alla quantità di latte consegnato.

Questa sorta di consorzio permetteva di dividere la spesa per i materiali e la legna per il fuoco e consentiva di suddividere il tempo dedicato alla trasformazione.

Per questo motivo sorsero ad iniziare dalle zone alpine montane dove le famiglie disponevano di poche vacche ciascuna, in tutto l'arco alpino troviamo infatti formaggi denominati "latteria" che devono il nome a questa tradizionale modalità collettiva di produzione.

Le latterie turnarie divennero centrali nella vita economica e sociale delle comunità alpine e da queste si svilupparono le latterie sociali, i consorzi e le cooperative che gestiscono anche la vendita dei formaggi prodotti (con suddivisione di spese e ricavi tra i produttori soci).

Ancora oggi sono attive alcune latterie turnarie come ad esempio quella situata a Peio (Val di Peio, in Trentino) in piazza San Giorgio 2 della quale consiglio vivamente la visita.

 

set 29
2009

Impariamo a mangiare dai popoli indigeni

Inserito da Flavio in tradizione

Flavio
Nel libro si è analizzata l'alimentazione di 12 gruppi indigeni, come ad esempio la comunità dei Karen, in Tailandia, la cui alimentazione si basa su 387 diversi alimenti tra cui 287 vegetali e 62 frutti. Oppure i Masai del Kenia che pur vivendo in una zona arida utilizzano 35 diverse erbe e frutti selvatici, o gli Inuit che vivono nelle zone gelide del nord del Canada e si alimentano con 79 specie animali. E ancora gli abitanti del villaggio di Mand, in micronesia, dove si usano 26 tipi di banana tra cui la varietà chiamata Utin Llap che contiene quantità elevatissime di Beta-Carotene.

Purtroppo questo patrimonio di conoscenze sta rapidamente scomparendo: la FAO stima che nell'ultimo secolo, con il concentrarsi dell'agricoltura sul quartetto grano, riso, mais e soia, si è perso il 75% della diversità nelle coltivazioni.

Gli studi condotti nel libro hanno evidenziato una stretta correlazione tra il passaggio dall'alimentazione tradizionale a quella industrializzata e l'insorgere di diversi disordini alimentari, come obesità, diabete e ipertensione.

Viene riconosciuta quindi l'importanza di preservare il patrimonio dell'alimentazione tradizionale; Barbara Burlingame, della FAO, ha dichiarato che il primo passo da compiere è quello di approfondire gli studi e le ricerche che oltre a permetterci di conoscere meglio l'importanza di questi alimenti, aumentano la consapevolezza della loro importanza presso le stesse comunità indigene. Il passo successivo è quello di aiutarli a trovare mercati più ampi per i loro prodotti e per le piante medicinali.

Aggiungo io: forse è anche necessario proteggere gli alimenti tradizionali dalle manovre dell'industria alimentare che con brevetti e tecnologia sta cercando di impadronirsi di questo patrimonio...

Il libro "Indigenous people's food systems" è in vendita sul catalogo on-line della FAO