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dic 07
2009
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Tra le applicazioni più interessanti vi è quella di poter ottenere una immagine più precisa della biodiversità del pianeta oppure capire cosa mangiano di preciso certi animali, o ancora identificare organismi utili che possano essere utilizzati in medicina o nell'agricoltura.
La tecnica è stata sviluppata in Canada nel 2003 e si è rapidamente sviluppata una rete di organizzazioni scientifiche (e non) che catalogano le specie: il database (on-line e consultabile da tutti) dei codici a barre genetici ad oggi è arrivato a circa 100.000 specie.
In realtà, oltre alle molte applicazioni nel campo della ricerca, l'interesse sul "genetic barcoding" deriva dal fatto che questa tecnica consente di rispondere a due domande:
Chi possiede cosa - definendo la "proprietà biologica" delle specie si può rafforzare o indebolire la posizione di molte popolazioni indigene che richiedono la salvaguardia di piante tradizionali dai "brevetti" delle multinazionali.
Chi importa cosa - il test può essere applicato alle frontiere per identificare e respingere piante ed animali considerate pericolose od infestanti oppure il cui commercio è illegale o protetto.
Domandine mica da poco, no? E' ovvio che gli interessi in campo sono enormi, nel settore dell'Agrobusiness, nel commercio internazionale e come sempre: chi detiene l'informazione, detiene il potere.




